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#12-NY, Kick-me-so-i’ll-know-you-love-me


ora, nei negozi americani c’è di tutto.
per dire: il primo tostapane l’ho comprato in farmacia.
ora entro in questo negozio cinese per comprarne uno nuovo.
ora, che negozio è non lo so dire.
a destra frutta e verdura, a sinistra dvd player, poi articoli per la spiaggia, il mare, cancelleria, giocattoli
ora vado alla cassa e chiedo alla cinese: cinese, hai un toaster?
glielo chiedo in inglese.
la cinese parla solo cinese, of course
ma ecco, la differenza tra cinesi e messicani è questa: quando il messicano non capisce, ti dice: ciccio, non ti capisco, mi dispiace, ciao. te lo dice in messicano, e se ne va.
ora il cinese no. il cinese parla. meno lo capisci, più parla.
dunque, devo spiegare alla cinese cosa è un toaster
scarto l’inglese
scarto lo spagnolo
faccio gesti
ora, che la cinese ha capito non lo vedo dal sorriso
lo vedo dal terrore
la cinese è costernata, quasi piange
ora, come glielo spieghi, a una cinese, che non vuoi un toast, volevi un toaster, non un toast. come glielo spieghi a una cinese che se ne sta lì, affranta e avvilita perché si sente una brutta persona e una pessima venditrice dato che non può farti un toast, e continua a chiederti scusa e intanto chiama a raccolta tutto il negozio per capire come farti un fottuto toast, dico, come cazzo glielo dici, alla cinese, che il suo toast non lo vuoi neanche per sogno e che cristoiddio va bene così, cinese, ciao, cinese, ciao!
ora, se ti squilla il telefono va liscia. ti defili piano piano, piano piano..
ma il telefono non squilla
ora: stai scappando
corrimi dietro, se gliela fai, cinese!

s.

 

#11-NY, QUI LO CHIAMANO TEATRO

\f’where - zah - broo - tah\

NY#10-GRADUATION DAY-IN CONTUMACIA

Mi sono diplomato. Ma non c’ero. 

Sono andato nel bronx a sbronzarmi con i miei amici. Iva la tedesca vegetariana e astemia, Anna che vuole fare la Marmaid a Manhattan e non sa ancora che le Marmaid da queste parti non sono proprio le sirenette disneyane e non è necessario saper nuotare in un gentleman’s club e Simone che ha dei grandi progetti per il futuro. Da oggi sono diplomato in regia al Centro sperimentale di Cinematografia. La mia festa è la loro festa e una birra non si nega a nessuno, neanche a mezzogiorno. E questo gruppo di freaks se ne va in giro per le strade del bronx cercando un posto in cui ripararsi dal sole cocente del giorno mezzo. Per far coincidere gli orari della cerimonia di consegna dei diplomi con il nostro fusorario abbiamo cominciato a bere alle 11e mezza. 

E le strade di New York sono troppo larghe per attraversarle barcollando.

Tutti i diplomati hanno una foto di diploma. e anch’io ne ho una, c’è Alberoni che stringe la mano di mio padre che tiene una pergamena e una medaglia in mano. Mai stato così fiero di me stesso.

NY#9-SUMMER BLOCK PARTY

 

al risveglio ho un livido sulla fronte
dove la fronte ha colpito l’asfalto
ma questo era venerdì
oggi è sabato
e sabato è il dì di festa
se mi dai la mano, ti porto con me nel sabato del villaggio americano

alle 9 sono in piedi
e le 9, dopo le casse di birra e la testa sul cemento
è prima dell’alba
ma alle 9 tutto ha inizio, qui
e l’inizio è assordante

un minuto e sono in strada
apro la porta ed ecco brooklyn
la musica che mi ha svegliato è musica latinoamericana e viene da un sontuoso impianto stereo
installato nel portabagagli di una fuoriserie bianca parcheggiata sul marciapiede
è l’unica macchina che ci sia in giro
la strada è chiusa al traffico
e in strada ci sono tutti

un enorme barbecue con annessi bomboloni del gas sforna cibo non-stop
le donne ballano
anche la mia vecchia vicina di casa, balla come una sedicenne
qualcuno ha teso un filo rosso da un marciapiede all’altro: i bambini ci giocano a pallavolo
gli uomini parlano
ridono
bevono
mangiano o preparano da mangiare
qualcuno ha sabotato la colonnina dell’acqua
trasformandola in una fontana
l’acqua salta verso il cielo poi forma una cascata
i bambini fanno il bagno corrono gridano schizzano impazziscono

quando mi lascio la strada alle spalle, arrivo sulla 5th e giro a sinistra
vado sempre dritto
finisco in un parco che non conoscevo
un parco su una collina
da qui si vede manhattan
da qui mi sdraio a guardare manhattan
insieme a messicani e cinesi
nel day off dei workers d’america guardiamo manhattan dal lato off
aspettando il tramonto a sunset park

s.

#8-NY, Coney Island


Ne farò un’attrazione con donna nuda a Coney Island e diventerò ricco       (tipo: touch her boobs if u can!) 

ma cristo li dovevate vedere:
in 4
due con una macchinetta che può camminare in spiaggia
due sulla volante
che mettono in manette una messicana alta 150cm
perché vendeva acqua e gelati, col carretto, sulla spiaggia

poi ho avuto un’idea
la prima idea non è gran che, ma faceva ridere
la seconda idea è il mio primo racconto americano
L.O.L., si chiamerà: ovviamente: Lots Of Love
LOL è una giostra
stavo per dire un’ordalia, mi sono fermato in tempo
prendi due innamorati
prendi un innamorato, e la donna dei suoi sogni
donna sta per ragazzina, ça va sans dire
prendi una pettorina con un enorme cuore in rilievo
il cuore è una calamita
anche lei ha una calamita a forma di cuore
positive entrambe, si respingono

IF U LOVE HER, U CANNOT MISS HER

dice la scritta luminosa

immagina di andare verso l’oggetto amato
quando sei così giovane che ogni azione è una prova
immagina di non riuscire a raggiungerla
immagina di avere una calamita dietro la schiena, e altre calamite su altre schiene
di segni opposti
si attraggono, e se si toccano separarle è impossibile
e dove vai, se ti lasci attaccare schiena contro schiena da uno che ha un cuore di calamita e insegue la sua donna?
immagina di avere lei lì
a pochi passi
e non riuscire a stringerla tra le braccia mai
come una sorpresa da ovetto kinder
ma grande come una sfida che vale l’amore
davanti agli occhi del mondo
ho tutto ma mi mancano le parole…
non volevo annoiare, cmq
vi bacio, cmq
questo è un grande paese, cmq
s.

#7-NY, LOL ovvero L’america non è poi così lontana

LOTS OF LOVE

Ho sempre pensato che sentirsi soli fosse una cosa importante. Lo era da bambini, quando ti faceva piangere in attesa che tornassero i genitori. Lo era da adolescenti quando nella solitudine ci si poteva sentire grandi e lo è da adulti perché sembra esserci sempre poco tempo per pensare. Il barrio dove vivo ora è desolato e abbandonato a se stesso. E’ la periferia di Brooklyn. Anche qui la sensazione è che l’America non è poi così lontana…ma l’America non si è capito ancora dove sia.

 La padrona della casa dove vivo è venuta qui vent’anni fa, probabilmente entrata negli Stati Uniti in modo clandestino. Lei e Josè hanno lavorato per mantenere i figli rimasti in Messico, per farli studiare. Adesso il maschio fa il poliziotto e Josè si è comprato un Range Rover rosso. Oggi l’abbiamo aiutato a tirar fuori dal portabagagli la spesa. Anche se non parlano una parola di inglese comprano taniche di latte da 5 litri. 

Studi di aereodinamica dimostrano che un calabrone a causa del suo peso e della sua apertura alare non può volare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare.

#6-NY, JULY 4TH.

DIETRO IL SECCHIO LE GAMBE DI UN UOMO.

PIENA NOTTE. METRO

la fermata precedente era quella sbagliata. ci addormentiamo. al risveglio capiamo di aver sbagliato fermata, cambiamo.

qui c’è un secchio con gambe che ne spuntano.

marco scatta una foto.

le gambe sono di un ubriaco che dorme.

arriva un tizio emaciato, nero, alto.

si avvicina all’ubriaco. 

lo scuote. 

lo tocca.

si assicura che non rinvenga per rubargli il portafogli.

stiamo a vedere.

da destra un uomo ci rivolge la parola.

chiede informazioni sulla metro.

poi dice cose incomprensibili.

pantaloni e giacca gialli e neri, larghissimi, da africano.

un crocefisso di ferro enorme al collo.

cappello con visiera in testa.

un ombrello.

si allontana, va verso le gambe del secchio.

pensiamo: ora lo finisce.

ora gli pianta l’ombrello nel petto.

ecco cosa fa, quando arriva davanti all’ubriaco: prende per le spalle il tizio emaciato, che sta rubando il portafogli.

lo caccia via.

rialza l’ubriaco.

lo tiene su.

gli chiede come si chiama.

dove abita.

lo trascina dentro la metro, per accompagnarlo a casa.

4 luglio, festa dell’indipendenza

s.


#5-NY, BURN TROY! BURN!

Il cavallo di Troia è ciucco come il mio ciuffo.

Highline ballroom, ore 21, Lower East Side. La comunità italiana di New York si riversa in massa al concerto di Vinicio Capossela. Spettacolo che non delude, come sempre. E la rubrica del mio nuovo telefono si riempie di numeri di nuovi amici. New York è aperta 24h su 24. Dall’asfalto fuoriesce fumo continuamente, la città freme, vibra, si trattiene a fatica e i gin tonic sono davvero carichi. E chi ti chiede all’entarta dei locali un ID non vuole farti un complimento indiretto. Pare stia facendo il suo lavoro.

Sono le quattro di mattina quando incapaci di tenere gli occhi aperti saltiamo per ben due volte la fermata di casa. 


#4-NY, Brooklyn, H01:52

Time square, Iron man, Time square by night.

La questione non è tanto sopravvivere a livello economico, ne moriremo per eccesso di salse e mi sento di dire che sopravviveremo pure a qualsivoglia forma di violenza urbana. Il vero pericolo qui è l’escursione termica. Non ho resistito alla tentazione di andare al cinema americano per vedere un film americano mangiando dei pop corn americani. Faceva così freddo in sala che alla fine del film ci hanno messo tre minuti nel microonde per permetterci di riprendere almeno l’uso delle gambe.

New York era un luogo inesauribile, un labirinto di passi senza fine: e per quanto la esplorasse, arrivando a conoscerne a fondo strade e quartieri, la città lo lasciava sempre con la sensazione di essersi perduto. Perduto non solo nella città, ma anche dentro di sè. Ogni volta che camminava sentiva di lasciarsi alle spalle se stesso, e nel consegnarsi al movimento delle strade, riducendosi a un occhio che vede, eludeva l’obbligo di pensare; e questo più di qualsiasi altra cosa, gli donava una scheggia di pace. [TRILOGIA DI NEW YORK_Paul Auster]

Iron Man è un film di merda. 

Santo domingo a NY

 

#3-NY, Brooklyn, H01:07am

Coney Island, Spagna-Germania 1-0, diluvio universale, East village.

Oggi ha piovuto. Ma ha piovuto forte. Come tutto il resto del resto. Qui se deve succedere qualcosa succede in grande stile. Dalla pioggia all’11 settembre. Niente vie di mezzo, altrimenti non ti si fila nessuno. 

It doesn’t make any sense. Rispetto all’italiano “Non ha senso” vuol dire che “non produce alcun senso”. Mi piace di più.

A Coney Island, che è una specie di grande Fregene, oltre alla spiaggia c’è il parco giochi più grande della città. Puoi prendere un fucile ad aria compressa e sparare addosso ad un messicano senza che lui se la prenda. Lo chiamano SHOOT THE FREAK. E poi ci sono le mele caramellate e indiani e russi che prendono il sole insieme. L’effetto è straordinario.

Il vicino di casa si chiama Jesùs. Ma non gli somiglia.

L8er (noi giovani americani diciamo così per indicare: later)�

shoot-the-freak