ora, nei negozi americani c’è di tutto.
per dire: il primo tostapane l’ho comprato in farmacia.
ora entro in questo negozio cinese per comprarne uno nuovo.
ora, che negozio è non lo so dire.
a destra frutta e verdura, a sinistra dvd player, poi articoli per la spiaggia, il mare, cancelleria, giocattoli
ora vado alla cassa e chiedo alla cinese: cinese, hai un toaster?
glielo chiedo in inglese.
la cinese parla solo cinese, of course
ma ecco, la differenza tra cinesi e messicani è questa: quando il messicano non capisce, ti dice: ciccio, non ti capisco, mi dispiace, ciao. te lo dice in messicano, e se ne va.
ora il cinese no. il cinese parla. meno lo capisci, più parla.
dunque, devo spiegare alla cinese cosa è un toaster
scarto l’inglese
scarto lo spagnolo
faccio gesti
ora, che la cinese ha capito non lo vedo dal sorriso
lo vedo dal terrore
la cinese è costernata, quasi piange
ora, come glielo spieghi, a una cinese, che non vuoi un toast, volevi un toaster, non un toast. come glielo spieghi a una cinese che se ne sta lì, affranta e avvilita perché si sente una brutta persona e una pessima venditrice dato che non può farti un toast, e continua a chiederti scusa e intanto chiama a raccolta tutto il negozio per capire come farti un fottuto toast, dico, come cazzo glielo dici, alla cinese, che il suo toast non lo vuoi neanche per sogno e che cristoiddio va bene così, cinese, ciao, cinese, ciao!
ora, se ti squilla il telefono va liscia. ti defili piano piano, piano piano..
ma il telefono non squilla
ora: stai scappando
corrimi dietro, se gliela fai, cinese!
s.
�








